Trionfo !!!
11 Novembre, 2009 di valdipesaSOTTO UNA GELIDA PIOGGIA
9 Novembre, 2009 di valdipesaPontassieve, 8 Novembre 2009, corsa del mese.
Le previsioni meteo non si smentiscono, pioggia. Così stamattina svegliandomi e sentendo gli scroscioni di acqua sulle finestre non mi è passata la voglia di alzarmi, anzi mi sono alzato pimpante, sotto l’acqua mi esalto!!! Arrivo a Pontassieve verso le ore 8,12; l’affluenza dei podisti è ancora scarsa, forse sono tutti nella palestra al calduccio? Diciamo subito che, come corsa del mese*, la PvP è presente con dei suoi atleti. Il sottoscritto, il Bellotti, il Bellosi, il Consigli e il Raspollini. Dopo i vari saluti, ci prepariamo per questa gelida corsa. Nella mia categoria -Veterani- intravedo almeno dieci o undici che arriveranno prima di me. Ve lo dico subito: sono arrivato 14°, qualcuno si era nascosto. Dopo un pò di riscaldamento e qulche allungo, alle 9,02 si parte. Mi piazzo dietro al Vignozzi, per chi non lo sapesse è colui che corre a piedi nudi. Il passo è buono, le gambe le sento in buona forma. Dopo il centro abitato di Pontassieve si svolta a sinistra lungo l’argine del fiume Sieve, è un tratto ondulato e in leggera salita, si va contro corrente rispetto al fiume. Al K3 sono insieme al Bellotti, passaggio in 13 minuti. OK era quello che mi ero prefissato. In questo punto devo fare la differenza sui miei avversari, sferro l’attacco ma non troppo, devo risparmiarmi per la ripida salita. La sera precedente ero al telefono con Alberto Tesi che mi consigliava questa strategia, visto che la salita così ripida non poteva fare differenza per noi (vecchietti) perchè la si cammina. Invece, è li che ho fatto differenza, le gambe giravano a mille, non sò il perchè. Si slitta sul fango, ci vorrebbe un cambio gomme, un bel tassellato. Al culmine della salita sto benissimo, mi lancio nella discesa ma non troppo, per non trovare indurite le gambe nei successivi ed impegnativi due chilometri e mezzo, con quei due sali e scendi in cui potrei trovarmi inchiodato. Dietro non intravedo podisti, potrei rallentare ma non posso, devo realizzare la previsione che mi sono prefissato stamattina durante i ‘bisogni’ mattutini. Chiudo la gara dei K13,600 in 1h03′38”, previsione mantenuta, anzi meno un minuto e dieci del Virtual Partner sul GPS, che avevo memorizzato. Dopo un breve discorso con Alberto, imbufalito dal percorso, il ritorno a casa col pensiero di aver fatto una buona gara, grazie pioggia.
* P.S. : Nella prossima riunione,proporrò un nuovo regolamento per la classifica sociale.
AndreA
Ecco le corse di questo mese
5 Novembre, 2009 di valdipesaC’è grossa crisi…
4 Novembre, 2009 di valdipesaAmarcord…
3 Novembre, 2009 di valdipesaAugurissimi !!!
30 Ottobre, 2009 di valdipesaMezza di Lammari, 4/10/09
29 Ottobre, 2009 di valdipesaDomenica 4 ottobre mi sono recato con AndreA a Lammari, nei pressi di Lucca, per partecipare al campionato toscano di mezza maratona.
Arrivati sul posto, ho presentato il fax spedito per l’iscrizione, ma mi hanno fatto (giustamente) notare che l’iscrizione era stata incompleta perchè mancava la data di nascita. Sistemato l’inconveniente, AndreA ed io siamo tornati alla macchina per prepararci e per un po’ di riscaldamento, con la partenza fissata per le 9 e 30.
Verso le 9 e 20 mi sono quindi portato in zona, e con stupore ho notato che non c’erano giudici UISP, e che non veniva nemmeno fatta la punzonatura: visto che la gara si svolgeva su 3 giri, forse la punzonatura era necessaria…
Il percorso si è man mano rivelato piacevole ed abbastanza scorrevole; complimenti agli organizzatori per i ristori e gli spugnaggi, mentre le premiazioni andrebbero un pochino riviste: a mio avviso, in un campionato regionale almeno un podio e un rappresentante della Lega sarebbero stati graditi, e le premiazioni stesse si sarebbero dovute svolgere più velocemente, perchè non si può pretendere che persino i premiati restino sul posto così tanto tempo… per una medaglietta ed una maglia.
Cari amici della UISP, non sarebbe il caso di dare più importanza a tutto questo ?
In sintesi, ho trovato la “mezza del campanone” piuttosto piacevole, a meno di alcune lacune organizzative non all’altezza della fama di quella blasonata Società (scusate se mi sono permesso, ma penso che l’onestà sia importante).
Spero che i consigli possano essere utili, e vi aspetto tutti alla “Corri alla Romola” 2010.
Agostino
“Camignada” 2/8/09
29 Ottobre, 2009 di valdipesaQualche mese fa mi era capitato sottomano un volantino fatto stampare dal “Campione”, un negozio di articoli sportivi di Prato, contenente i programmi di alcune gite organizzate; leggendo le date delle varie manifestazioni e parlandone anche con mia moglie, abbiamo deciso: la nostra gita sarà sulle Dolomiti.
Primo, perchè non ci siamo mai stati, e secondo perchè correre fra quelle montagne sarà sicuramente una cosa bellissima.
Partiti da Prato il 1° agosto alle 7 di mattina, siamo arrivati in albergo nei pressi di Bressanone solo alle 13 e 30, a causa del traffico intenso. Subito dopo pranzo ci siamo sistemati nelle camere assegnate, e nel pomeriggio siamo andati a visitare Bressanone, un paese carinissimo tipico dell’Alto Adige, la cui chiesa mi è piaciuta molto sia per la struttura che per i suoi affreschi.
Rientrati in albergo, dopo una veloce doccia siamo andati a cena più o meno tutti con un solo pensiero in testa: la gara dell’indomani mattina, e molte sono state le domande a coloro che avevano già corso le precedenti edizioni.
La mattina del 2 agosto la sveglia è stata alle 5 e 30, la colazione alle 6 e la partenza alle 6 e 30 per il lago di Misurina, da dove partiva questa “Camignada”, famosa corsa di 32 km tra ben sei rifugi.
Arrivati sul posto verso le 7 e 40, abbiamo subito notato un gran numero di partecipanti a fare riscaldamento pre-gara; scesi dal pullman, via a ritirare i pettorali e a fare qualche foto.
La temperatura è abbastanza fresca, data l’altitudine di circa 1700 metri; il mio abbigliamento non è infatti molto leggero, e penso proprio che sia giusto così, visto che dovremo arrivare fino a circa 2500 metri.
La partenza è ormai vicina: ci chiamano per la punzonatura, quindi tutti in fila in un locale dove timbrano il cartellino, ed infine usciamo dall’altro lato verso la partenza; la zona del via è stracolma di gente, più di 1000 concorrenti e cerco pertanto di portarmi più avanti possibile per non rimanere imbottigliato nelle retrovie.
Partenza alle 8 precise: cerco subito di andare su un buon ritmo per portarmi nella testa del gruppo. Dopo un km la strada comincia a salire, e pensando alla distanza che ho da percorrere decido di rallentare l’andatura, lasciandomi superare da molti dei concorrenti che avevo lasciato dietro.
I primi 2-3 km non sono molto duri, ma poi le cose cambiano e arrivano le cosiddette mulattiere; mentre affronto una delle prime salite, mi accorgo che questa è una gara vera e non una “non competitiva”: l’unica differenza sono i premi, uguali per tutti, e cioè lo spettacolo dei luoghi che ci circondano.
Arrivati al primo rifugio (l’Auronzo) mi rendo conto di essermi vestito troppo pesante. Da qui al rifugio Lavaredo ci sono pochi km e la strada è abbastanza pianeggiante: arrivati lì troviamo il primo ristoro ben organizzato. Mi fermo e gli organizzatori mi mettono un altro timbro sul cartellino (dopo quello al rifugio Auronzo); mangio e bevo, c’è un po’ di tutto. Prima di ripartire levo la maglia a mezze maniche e mantengo solo la canotta perchè, nonostante si corra sopra i 2000 metri, al sole fa davvero caldo.
Riparto quindi per il terzo rifugio e dopo alcune centinaia di metri sono di nuovo su una mulattiera che mi porta ai piedi delle tre cime di Lavaredo: lo spettacolo è bellissimo, in lontananza vedo il terzo rifugio: non sembra molto lontano, forse 3-4 km. Devo dire però che in questo ambiente le distanze sembrano falsate, perchè non ci sono punti di riferimento (case o alberi) ma solo montagne così grandi che ti sembra di poterle toccare con un dito. Arrivati al terzo rifugio (il Locatelli) mi giro verso le tre cime e veramente mi sembra di poterle toccare.
Nuovo timbro sul cartellino e nuovo ristoro, che non trascuro perchè la strada, anzi, il sentiero è ancora lungo: sarà un saliscendi continuo, e in alcuni punti del percorso si vedono vari punti colorati sul sentiero: tutti noi in fila a perderci tra le gole delle montagne.
Dal rifugio Locatelli al rifugio Pian di Cengia (che è anche il punto più alto della gara, 2528 metri), lungo un costone esposto a nord, ho persino corso per alcune centinaia di metri sulla neve rimasta dall’inverno passato.
I rifugi si susseguono uno dietro l’altro, e così mi ritrovo all’ultimo rifugio (il Carducci) in meno di 3 ore: la fatica comincia a farsi sentire, ma le gambe ancora rispondono bene. Qui comincia la parte per me più difficile: la discesa che dal rifugio Carducci porta al fondo valle. E’ un sentiero stretto ed irto, con i sassi che ti rotolano sotto i piedi; scendo con cautela, non voglio rischiare di farmi male. Diversi atleti che avevo superato in salita mi chiedono strada, mi scanso e li lascio passare; fra questi c’è anche una donna, gli faccio i miei complimenti e la lascio andare.
La discesa sembra non finire mai: le gambe adesso fanno veramente male, sopportare i continui salti verso il basso è molto doloroso. Finalmente il sentiero irto finisce, c’è l’ultimo ristoro e bevo solo un pò d’acqua perchè penso che l’arrivo sia vicino; adesso la strada è ampia e leggermente in discesa, cerco di tenere un buon ritmo per quello che le gambe mi consentono. Nel fondo valle fa veramente caldo e la strada passa lungo le sponde del fiume Cadore: avrei veramente voglia di tuffarmi…
In questo tratto la mia abitudine a correre su strada mi consente di rimontare diverse posizioni: molti atleti hanno esaurito le loro energie e avanzano camminando; anche io, a 500 metri dal traguardo, mi ritrovo a camminare su una piccola salita per alcune decine di metri, ma poi finita la salita riesco a ripartire e corro fino all’arrivo, situato dietro il Palaghiaccio di Auronzo di Cadore.
Tagliato il traguardo do un’occhiata al crono: 4 ore e un minuto – “Peccato, potevo stare sotto le 4 ore…” – stato il primo pensiero.
Mi siedo per terra per alcuni minuti: la fatica dopo 4 ore di corsa massacrante è tanta anche per un atleta allenato; al ristoro prendo solo roba liquida, perchè per lo sforzo mi si è chiuso persino lo stomaco. Un quarto d’ora più tardi va meglio, e mi avvio fuori dal Palaghiaccio per vedere di trovare mia moglie Giulietta, che dovrebbe essere arrivata in pullman con dei vestiti asciutti; spero proprio di trovarla perchè le gambe sono a pezzi, ma è solo un sogno: di Giulietta nemmeno l’ombra.
A fatica salgo la scalinata che dal palazzetto porta sulla strada principale, guardo a destra e a sinistra, ma del pullman non c’è traccia; quasi incazzato e con i morsi dei dolori nelle gambe scendo di nuovo la scalinata e rientro nel Palaghiaccio, almeno lì sto all’ombra.
Dovranno passare altri 35 minuti prima di ritrovare mia moglie, alla quale indispettito faccio notare quanto lunga sia stata l’attesa; finalmente posso prendere i panni di ricambio sul pullman, ma devo rientrare comunque nel palazzetto per potermi fare una meritatissima doccia.
Entro sotto il getto d’acqua, mi insapono e… finisce l’acqua calda. Cerco di resistere, ma diventa veramente ghiacciata e dopo 2 secondi, sapone o no, mi tocca mettere l’accappatoio. Infine, tornato nel salone, mangio un piatto di pasta, ma piuttosto a fatica.
Non è prima delle 13:30 che riesco quindi ad uscire dal palazzetto, e mia moglie a quel punto mi chiede se mi va di fare una passeggiata fino all’altra sponda del lago, passando per una passerella pedonale quasi un km più a valle…
Ma figuratevi se dopo 32 km di corsa in montagna ho voglia di una passeggiata !!!
Ed invece… siccome avevamo tempo fino alle 18, ho finito per accettare la proposta. Arrivati sull’altra sponda, sotto l’ombra di alcuni abeti, c’erano delle panchine e mentre Giulietta prendeva il sole, io non ho resistito e mi sono appisolato sulla panchina.
Un’ora e mezza dopo abbiamo terminato il giro del lago, e la tappa successiva è stata la visita di Auronzo e dei suoi negozi: non ne potevo più di camminare…
Siamo tornati al pullman verso le 17, ma lì ci hanno detto che molti ancora non erano arrivati e che quindi finchè non si recuperavano tutti, non si partiva. Finalmente, verso le 18:30, siamo rientrati in albergo per la cena.
L’indomani mattina, verso le 7, siamo quindi ripartiti per Prato, con sosta lungo la strada ad Ortisei per visitare il paese e comprare qualche ricordino. Dopo 6 ore di pullman, arrivati a Prato, ci siamo salutati e dati appuntamento per l’anno prossimo.
Bilancio: Giulietta ed io ci siamo divertiti, è stata una bellissima esperienza e… le dolomiti sono uniche al mondo !!!
Agostino (il Presidente)
Trofeo “Le Panche”, 25/10/09
25 Ottobre, 2009 di valdipesaGiornata ideale oggi al Trofeo Le Panche: temperatura sui 15 gradi, venticello fresco ad evitare troppo sudore, cielo velato ma non nuvoloso. Eravamo in molti della PvP. A dire il vero, io e Dany quasi quasi arrivavamo in ritardo: sarà stato per un pò di confusione nel fissare la sveglia con il passaggio all’ora solare, sta di fatto che alle 8 e 10 stavamo ancora uscendo di casa.
Siamo arrivati giusti giusti in tempo per parcheggiare, prendere i pettorali e portarci alla partenza. Appena raggiunto il gruppo mi sono chinato per allacciarmi meglio le scarpe… ed in quel momento hanno dato il via.
Oggi era un giorno importante per Daniela: il suo ritorno alle gare dopo l’operazione chirurgica del 17 settembre scorso. Mercoledì scorso infatti ha ripreso a correre, ed oggi si è presentata al via della N.C. da 7 km, ma penso che molto presto ritornerà sui tempi (e sulle distanze) di prima, anche perchè il test di oggi è andato bene come lei si aspettava.
Per quanto riguarda me, il 12 novembre parto per la Tunisia per la Chott Xtreme Marathon 09, quindi oggi non mi sembrava il caso di dannarsi l’anima più di tanto. Di conseguenza, sono partito abbastanza “fancazzista” al piccolo trotto, giusto come se dovessi fare un allenamento da 14 km, ma devo dire che dopo il 4-5° km ho sentito il consueto “richiamo della foresta” ed ho accelerato il ritmo, recuperando lungo il “serpentone” dei podisti.
Mi sono resto conto di andar bene soprattutto in salita, dove sono riuscito a mantenere un passo leggero; in discesa, invece, ho preferito non forzare mai, perchè non mi sembrava il caso di caricare ginocchia e caviglie, prima di una gara importante.
Lungo la strada ho incontrato molti amici della Podistica: il Tesi e consorte, il Bellosi, il Cartocci, pure il Di Lorenzo che sembra ormai recuperato alle corse, e diversi altri.
Dovrei aver terminato con un tempo intorno all’ora e 3 minuti, se non vado errato. All’arrivo incontro pure AndreA e il Presidente Agostino che, dopo molte promesse, alla fine mi ha consegnato un documento storico: il suo primo (per ora) articolo di corsa, sulla “Camignada 09″. Un vero manoscritto (nel senso di scritto a mano) di diverse pagine, che quanto prima ribatterò al PC per metterlo on-line entro la settimana, con l’aiuto di Daniela.
Che dire… se anche il Presidente si lancia nella redazione di articoli, speriamo che in molti seguano il suo esempio (però magari al PC, così non devo ribatterli…)
Giovanni




