Un nuovo romanzo di corsa: MAI CEDERE
Beh, questo progetto nato quasi per gioco, si è infine tradotto in realtà: il mio primo libro sul podismo ha visto finalmente la luce. Lo potete trovare in edizione definitiva al link:
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=269167
oppure semplicemente entrando in “ilmiolibro.it”, andando in “vetrina” e cercando giovanni semeraro nel riquadro “cerca”. Qui sotto il link ad una breve intervista apparsa su “Nove da Firenze”:
Mentre il link qui sotto è l’intervista radiofonica su RadioRosa, a proposito di questo libro, registrata il 9 settembre 2009. Si tratta di una pagina in Powepoint da scaricare, lanciare come presentazione e poi bisogna cliccare su “intervista radiorosa.wma”; a questo punto si apre il file audio con l’intera registrazione.
Chiunque desideri avere una copia di “MAI CEDERE” può ordinarla direttamente sul sito, oppure inviare a me (giovannisemeraro@libero.it) una mail di richiesta nel caso ci sia la possibilità di recapitarvelo a mano (evitando quindi i costi di spedizione postale dal sito). Tengo a precisarvi che il prezzo del libro è in sostanza quello del costo della sua stampa, ovvero 8 euro circa, nella considerazione che ciò che mi ha portato a scriverlo è stata pura passione per la corsa, e non certo desideri di guadagno (che peraltro sarebbero in questo caso decisamente velleitari). Naturalmente, in queste pagine si parla molto della Podistica Valdipesa, e tanti degli amici della società sono nominati in occasione delle gare degli ultimi mesi.
Riporto qui di seguito la prefazione presente nelle prime pagine del mio lavoro, e che è stata redatta dal grande Andrea Accorsi (per quei pochi che non lo conoscono, è uno dei migliori ultramaratoneti italiani nonchè autore del bel libro “12 Ore” e creatore del portale sull’ultramaratona www.mondoultranet.com ):
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Quest’incursione narrativa nel proprio io podistico, svela lati reconditi di un uomo qualsiasi: Giovanni Semeraro.
Come lui ama ironicamente definirsi, il suo status di “medio man” travalica un’epopea in cui la cosiddetta normalità non viene relegata mai ad una condizione negativa, bensì vive una nuova stagione nella pratica continuativa della corsa. La corsa a piedi, per l’appunto.
Questo desiderio di misurarsi con i propri limiti, intesi non come una serie di barriere oltre le quali spingersi obbligatoriamente, ma piuttosto come una nuova lente dalla quale focalizzare visioni di sé che emergono dalle gocce di sudore lasciate quotidianamente sull’asfalto. La corsa diventa un compagno di viaggio, un metro della propria crescita fisica ed umana, con il quale fare i conti in misura assai più estesa di quanto non lo permetta l’analisi che ognuno di noi opera sulla propria persona, attraverso gli strumenti convenzionali.
Sofferenza, fatica, gioia, delusione, diventano stati d’animo che alterano inevitabilmente quel mirino focale sul quale si concentra la vista dei nostri gesti, e amplificano gli stati d’animo. Giovanni, però, rimane stabilmente fermo su di un punto che salda inequivocabilmente la sua filosofia ed il suo rapporto d’amore con la corsa: “per dimostrare che le mie teorie sono esatte, non devo necessariamente demolire o denigrare quelle altrui”. Da qui si parte per entrare nell’intimo di un ultramaratoneta che costruisce le sue emozioni attraverso valori sani. Valori veri. L’amore per la moglie, la voglia di annusare costantemente la vita, il buon cibo, i viaggi.
Uno scenario che si fonde in una metamorfosi ricca di suggestioni, dove la corsa cadenza quella ricerca, quel cantiere sempre aperto dove Giovanni studia sé stesso. La meraviglia della scoperta, le sensazioni che mente e corpo vivono in un binomio inscindibile, trasmettono un pathos unico al lettore, che spesso si ritrova coinvolto in stati d’animo comuni anche a chi non corre.
L’universalità del concetto di libertà trova poi nel paragone volo-corsa, che Giovanni descrive da protagonista in prima persona, una delicata carezza ed una ricca interiorità, che lasciano un sapore raro sul palato di chi legge.
Questo diario, come citavo all’inizio, potrebbe essere la serie di annotazioni giornaliere di chiunque di noi, uomini che fanno delle proprie passioni un’esperienza in costante movimento. Ritengo che Giovanni Semeraro abbia avuto il merito di renderle libere, con un volo letterario semplice e nobile al tempo stesso.
Andrea Accorsi
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^